giovedì 29 settembre 2016

"I danni del cloro sul midollo osseo ,potrebbero portare all’MCS (Sensibilità –Chimica –Multipla)".di Carmela Gigantiello

Salve a tutti voi!
Oggi voglio raccontarvi una mia esperienza ,verificatasi durante una seduta di trattamento del Linfodrenaggio Manuale Metodo Vodder!
Di fronte a me ho una persona di sesso femminile, carnagione chiara con un’età compresa tra i 25 e 30 anni, apparentemente sana.
Si è presentata da me con l’idea di provare il trattamento ,e dato che ha difficoltà nel detossinare ,si sente sempre gonfia e non riesce a  drenare.
Si mette comoda sul lettino e cominciamo a conoscerci meglio mentre vado a fare il drenaggio !
Durante la conversazione la guardo e risultava pallida ,un po’ lenta nei movimenti tanto che incuriosita ,le pongo alcune domande sulla sua vita cercando di non invadere la sua privacy.
Da subito lei stessa mi confida che avendole riscontrato una lesione al midollo osseo ,il suo medico le dà il cortisone !
A questo punto le chiedo qual è il suo stile di vita e le sue abitudini, e mi racconta che prima era molto più energica avendo fatto nuoto per 10 anni.
Dopo questo racconto mi scatta il campanellino d’allarme e continuo a chiederle come mai ha smesso.
Mi conferma quello che io avevo immaginato ,che è quello di aver abbandonato la piscina perché l’odore del cloro le dava fastidio!!!!
Le chiedo cos’altro poteva recarle sofferenza e disagio ,lei mi dice ad es: i detersivi con i quali la sua mamma lava i capi d’abbigliamento, cambiare  il burro di cacao sostituendolo con uno senza profumo, avvertire un enorme fastidio sul posto di lavoro quando la fotocopiatrice è in funzione.
Finisco di ascoltarla attentamente e termino il trattamento di drenaggio,  salutandola e  fissandole un appuntamento nei giorni a seguire!!
Quando sono rientrata a casa ,non contenta mi sono messa alla ricerca  di alcuni passaggi di quel racconto, valutando che  forse  una potenziale e significativa esposizione al cloro protratta nel corso degli anni ,avrebbe provocato la sensibilità .
Cosi’ ho fatto qualche ricerca e ho trovato su internet ,considerando anche la stagione invernale e di quanti si iscrivono in piscina ,che il cloro  è un composto non petrolchimico ,irritante . Tanto irritante da causare un’intensificazione della sensibilità futura a qualsiasi esposizione ,con perdita delle cellule epiteliali nasali protettive
Questo infatti in acqua reagisce con alcuni residui organici ,formando il cloroformio, ed è  un disinfettante usato per l'acqua di disinfezione delle piscine ,e può avere effetto sulla salute umana.

Nuotatori professionisti trascorrono spesso molte ore nelle piscine e durante l'allenamento compiono molto sforzo fisico. La loro inalazione è più profonda e più potente di quella dei nuotatori amatoriali, per cui inalano più aria ed assorbono più prodotti a base di cloro. Le funzioni polmonari dei nuotatori diminuiscono quando nuotano in piscine disinfettate con il cloro. Molti nuotatori professionisti soffrono di asma. I problemi spariscono quando nuotano in piscine all'aperto, perché il vento rimuove gas dall'aria sopra la piscina. I bambini inalano più aria per unita' di sangue rispetto agli adulti, assorbendo quindi più sostanze gassose in proporzione: il rischio per la salute per i bambini è quindi maggiore.
Le piscine disinfettate con cloro gassoso possono produrre acido cloridrico tramite luce solare. Ciò causa una diminuzione del pH; quando scende al di sotto di 3.6 i nuotatori possono soffrire di abrasioni dentali: lo smalto dentario si dissolve ed i denti diventano fragili e sensibili.
L'esposizione a cloroformio può essere misurata nel plasma sanguigno dei nuotatori: quelli che nuotano a lungo con molto sforzo fisico (nuotatori competitivi) assumono la maggior parte del cloroformio
L'esposizione a basse concentrazioni invece  causa disfunzioni in fegato e reni. Cio'  puo' essere dimostrato dagli enzimi nel sangue che sono indicatori delle funzioni epatiche e renali. Ricerche epidemiologiche mostrano che ci potrebbe essere un rapporto fra esposizione della pelle a sostanze organiche clorurati e ipoclorito e il cancro della pelle per i frequentatori delle  piscine  che sono particolarmente esposti ai sottoprodotti di disinfezione delle piscine per un lungo periodo di tempo.
Una ricerca olandese effettuata nel 2001 dalla Abvakabo  Nederland, ha riguardato le condizioni di lavoro nelle piscine. Sono stati intervistati gli addetti alle piscine e la ricerca ha indicato che molti dipendenti soffrono di poca memoria, affaticamento, raffreddori cronici, problemi di voce, irritazioni agli occhi, emicrania, irritazioni alla gola, eczema e infiammazioni alla fronte. Sono anche menzionati probemi di fertilità, tutti problemi probabilmente causati dalle condizioni di lavoro: queste persone lavorano per lunghe ore in un ambiente caldo e umido e sono esposti a sostanze chimiche. La ventilazione delle piscina è spesso insufficiente e rimangono i sottoprodotti volatili della disinfezione.
Concludo dopo che vi ho raccontato questa mia breve esperienza che ,un utilizzo consapevole dei materiali e prodotti utilizzati   nella disinfezione degli ambienti, da parte delle strutture  pubbliche e private,  puo’ ridurre notevolmente i sintomi relativi alla sensibilità nostra e dei nostri figli, e a migliorare le condizioni di salute delle persone affette da MCS (Sensibilità Chimica Multipla). Grazie a tutti voi.

Fonti: GE.Ziem ,J McTamney ,"Profile of patients with chemical injury and sensitivity" Environ Health Perspect :417-436,1997.

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Gigantiello Carmela

giovedì 22 settembre 2016

EQUINOZIO D'AUTUNNO 2016

Equinozio (dal latino æquinoctium, ovvero «notte uguale» in riferimento alla durata del periodo notturno uguale a quello diurno) è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest'ultimo si trova allo zenit dell'equatore. Esso avviene due volte durante l'anno solare e, in tale momento, il periodo diurno (ovvero quello di esposizione alla luce del Sole) e quello notturno sono uguali,giungendo i raggi solari perpendicolarmente all'asse di rotazione della Terra.
SIGNIFICATO ASTRONOMICO E ALLEGORIA - Percorrendo la fascia zodiacale, il sole attraversa ogni anno i quattro punti cardinalichiamati equinozi e solstizi. Questi quattro punti, solstizi ed equinozi, coincidono con le quattro feste dette cardinali: Natale, Pasqua, S. Giovanni e San Michele, feste istituite dagli Iniziati per ricordare agli uomini che in quelle date il sole immette nell'universo delle forze particolarmente potenti, forze che gli uomini, se coscienti, hanno la possibilità di utilizzare per la loro evoluzione. L'invio di tali forze è organizzato e regolato da grandi spiriti che hanno ai loro ordini molti altri spiriti di minore importanza, incaricati di distribuire le energie sulla superficie del pianeta. Una moltitudine di spiriti si dedica a questa attività. Non bisogna pensare che, in natura, tutto si produca meccanicamente; non è così, ogni cambiamento è dovuto all'opera di entità incaricate di occuparsi dei minerali o dei vegetali, degli animali o degli uomini.
22 SETTEMBRE, NON 21 SETTEMBRE. ECCO PERCHE' - Quest'anno l'equinozio d'Autunno cade Giovedì 22 Settembre, nel Settembre 2015 l'equinozio fu il 23. L’equinozio di autunno, infatti, è un po’ più tardivo di quello di primavera, poiché il moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole risulta leggermente più lento in prossimità dell’afelio terrestre, la massima distanza Terra-Sole (a Luglio).
Il sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo. I frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri, mentre i semi vengono selezionati per essere consumati o conservati; più tardi essi saranno piantati nella terra affinché il ciclo ricominci. Ma questo lavoro di separazione, di cernita che si fa in natura non riguarda unicamente la vegetazione: esso concerne anche l'essere umano. 
SIGNIFICATI - Come il frutto si separa dall'albero e il seme dal frutto, l'anima si separa dal corpo. Il corpo corrisponde all'involucro e l'anima al seme che viene seminato in alto, in Cielo. Il giorno in cui sarà maturo, il frutto che è l'uomo non dovrà cadere in terra come il seme di una pianta, ma volarsene verso il Cielo.
E l'autunno è il periodo nel quale deve avvenire questa separazione di cui parla Ermete Trismegisto quando dice: «Tu separerai il sottile dal denso con grande abilità». Separare il sottile dal denso vuol dire separare lo spirituale dal materiale. Durante l'autunno tale processo di separazione si realizza in tutta la natura per preparare la nuova vita. Come l'Arcangelo Michele viene a separare l'anima dal corpo, così l'Iniziato lascia morire in sé una materia per liberare la vita. 
L'Arcangelo Michele separa l'anima dal corpo perché l'anima deve viaggiare, visitare altri mondi dello spazio e non rimanere eternamente sulla terra. La separazione è una legge della vita. Ecco quindi che cosa dobbiamo imparare dall'Arcangelo Michele: la selezione, il discernimento, l'apprendere a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva. 
E la causa di tutte le sventure è proprio la mancanza della capacità di discernimento.

lunedì 19 settembre 2016

Intossicazione da Metalli pesanti: i “Killer subdoli”

Secondo l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, il 25% delle malattie è secondario ad intossicazione da metalli, con una mortalità calcolata al 24%. Una caratteristica di tutti i metalli tossici, che quotidianamente rischiamo di assumere, prevalentemente con l’alimentazione, è quella di interferire negativamente con l’attività di molti complessi enzimatici, provocando un progressivo danno metabolico/energetico: si parla di “killer subdoli” in quanto il meccanismo è di fatto una sostituzione all’interno delle cellule ai minerali necessari per i processi vitali, con conseguente alterazione strutturale e funzionale degli enzimi. Il fenomeno è “subdolamente” adattativo: in carenza di minerali indispensabili per la normale attività fisiologica, o in eccesso di metalli tossici, l’organismo utilizza questi ultimi, che vanno a sostituirsi nei siti di legame dei sistemi enzimatici, ponendo le basi per disturbi e patologie.
Ad esempio:
· il Piombo sostituisce il Calcio,
· l’Alluminio sostituisce il Magnesio
· il Cadmio sostituisce lo Zinco.

Tossicità di alcuni metalli
· Allumino: danni al sistema nervoso centrale: demenza, perdita di memoria.
· Cadmio: danni gastrointestinali, ossei (fratture), immunitari, neurologici, tumori.
· Cromo: danni renali, epatici, respiratori (cancro polmonare).
· Piombo: danni cerebrali, renali, embriologici, neurologici.
· Manganese : danni ematologici (turbe alla coagulazione), metabolici (intolleranza al glucosio), ossei.
· Mercurio: danni genetici (alterazioni DNA), danni cerebrali.
· Nickel: danni respiratori (embolia, asma, bronchite cronica) e cutanei (allergie).
· Stronzio: tumori polmonari, difficoltà di sviluppo osseo in età pediatrica.
· Stagno: danni oculari, cutanei, gastrointestinali ed urologici.
Grazie a tutti voi !

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Carmela Gigantiello

venerdì 9 settembre 2016

RESPIRAZIONE ADDOMINALE E/O DIAFRAMMATICA CONSAPEVOLE. di Carmela Gigantiello

La respirazione addominale o diaframmatica è il modo spontaneo in cui dovremmo respirare durante la giornata, ma a causa di tensioni e abitudini posturali scorrette la maggior parte di noi ha perso la capacità di respirare secondo natura. Imparando nuovamente a respirare, usando l’addome e il diaframma, potremmo ottenere un profondo benessere fisico e mentale. Portare la consapevolezza nei confronti dell’aria che entra ed esce dal nostro corpo è un intento fondamentale in quanto non solo aiuta a ossigenare l’intero organismo, ma anche a liberarci dal rumore dei pensieri e dalla pigrizia mentale.  Preoccupazione e ansia hanno molti effetti sul corpo e sulla mente. La conseguenza più evidente è in genere il blocco della respirazione nella parte alta del torace. Il risultato si traduce nel classico respiro corto, dal ritmo veloce e ampiezza limitata. In questo modo non solo non è possibile ossigenare a fondo i tessuti e liberarsi dalle tossine, ma si ottiene anche un effetto psicologico che amplifica lo stato di ansia. Non sempre è possibile agire sulla situazione esterna, possiamo invece provare a lavorare sul nostro respiro. Bastano due-tre minuti per rallentarne il ritmo, renderlo profondo e molto rilassante.  La respirazione diaframmatica è il modo più semplice per rilassare le tensioni del corpo e della mente e può essere utilizzata per ridurre l’attivazione emotiva in situazioni di stress. Il collegamento tra respirazione e stati emotivi e mentali è molto stretto: quanto più siamo tesi tanto più il respiro diventa rapido e corto e iniziamo a respirare solo con la parte superiore dei polmoni. Questo tipo di respirazione riduce l’apporto di ossigeno al cervello e ai muscoli e stimola il sistema nervoso simpatico, che è associato all’anticipazione del pericolo, mentre i pensieri corrono veloci senza darci la possibilità di concentrare la nostra attenzione.  Una respirazione rapida e superficiale può indurre sintomi di panico, palpitazioni, vertigini e aumento della frequenza cardiaca. La respirazione è controllata dal sistema nervoso autonomo, ma è anche influenzata dal sistema nervoso volontario, quindi respirando in maniera lenta, profonda e ritmica possiamo indurre in noi uno stato di rilassamento.  La respirazione addominale si sviluppa quando l’azione del diaframma fa aumentare o diminuire la dimensione della cavità addominale, mentre la respirazione toracica e quella clavicolare sono prodotte dall’espansione e dalla contrazione della gabbia toracica. L’aumento del movimento verticale del diaframma apre più uniformemente gli alveoli polmonari, e grazie a questa uniforme espansione una maggiore superficie della membrana alveolare diviene disponibile per gli scambi gassosi: più ampia è la superficie disponibile, più efficiente è lo scambio gassoso.  Il diaframma, quando funziona correttamente, stimola il tipo di respirazione più efficace in cui è impiegato il minimo sforzo per ottenere la stessa quantità di aria. Il movimento ampio del diaframma determina un leggero movimento della parte inferiore del torace, generato dall’espansione dell’addome, che non deve essere forzata dai muscoli della gabbia toracica.  I benefici della respirazione addominale sono molteplici: – migliora la circolazione sanguigna degli organi interni, stimolando la loro attività, poiché la base del cuore e dei polmoni è connessa alla superficie superiore del diaframma, mentre fegato, milza, stomaco e pancreas sono connessi alla sua superficie inferiore, – il corretto movimento del diaframma massaggia gli organi addominali migliorando la funzione digestiva, metabolica ed escretoria, tonifica i muscoli addominali che servono a mantenere una corretta postura, – favorisce il flusso di ritorno del sangue dalla parte inferiore del corpo al cuore, – aiuta a drenare il sistema linfatico sub-diaframmatico, – massaggia e tonifica il nervo vago (sistema nervoso parasimpatico), che collega gli organi addominali, il cuore e i polmoni al sistema nervoso centrale, – nella respirazione diaframmatica o addominale ricordiamo infine che il cuore esercita uno sforzo minore.  La respirazione diaframmatica è semplice da imparare e può essere praticata da seduti o sdraiati. Ecco come applicare questa tecnica.  Scegli un luogo tranquillo. Puoi accomodarti su di un tappeto con le gambe incrociate o metterti su di una sedia con il busto staccato dallo schienale, mantenendo i piedi distanziati e con la pianta in contatto con la terra oppure puoi distenderti sulla schiena. Mantieni il busto eretto, ma non rigido e chiudi gli occhi.  Appoggia una mano sull’addome e l’altra sul petto, in modo da poter seguire il movimento della pancia e del diaframma sotto le tue mani; controlla che la mano sull’addome si muova dolcemente, mentre la mano sul petto deve rimanere ferma. Quando inspiri senti l’addome che si espande e l’ombelico che si solleva, quando espiri senti l’addome e l’ombelico che si abbassano verso la colonna vertebrale, alla fine dell’espirazione il diaframma è completamente rilassato.  Adesso prova a trattenere per qualche istante l’aria sia a polmoni pieni sia a polmoni vuoti. Quando l’inspirazione è completa ti fermi per 2-3 secondi trattenendo il respiro, senza forzare e poi espiri lentamente e completamente, spingendo l’aria fuori. Al termine dell’espirazione l’addome sarà contratto e l’ombelico premuto verso la colonna vertebrale, trattieni il respiro fuori per 2-3 secondi e ripeti l’intero procedimento.  Gli esercizi di respirazione vanno sempre fatti senza forzare, soprattutto se si è all’inizio. Se si dovesse avvertire una sensazione di fastidio, giramento di testa, nausea o debolezza, è bene tornare a una respirazione naturale. Ti basteranno 5-10 minuti di respirazione addominale per eliminare le tensioni e godere di una piacevole sensazione di benessere.

Carmela Gigantiello

lunedì 5 settembre 2016

LE SOSTANZE CHIMICHE NEI PRODOTTI PROFUMATI E NEI COSMETICI:UNA PREOCCUPAZIONE PER LA SALUTE E PER L'AMBIENTE.



Un’indagine che Greenpeace fece  tempo fa ,  in collaborazione con il laboratorio  TNO, commissionando il professore Tell  Sauer  capo di pediatria presso l'Ospedale di Groningen University, ad effettuare delle analisi del sangue a 91 olandesi, e dimostrando che le più alte percentuali di muschi sintetici tra cui il galaxolide(91%, media 420 ng L (-1) ed il muschio xilene (79%, mediana 11 ng L (-1) , erano stati trovati nei campioni di plasma di sangue.  Sia il muschio chetone e la tonalide erano stati trovati nel 17%, in due casi è stato rilevato il muschio ambretta. In un approccio multi variato solo in giovane età, l'uso di lozioni e profumi ha predetto in modo significativo, le concentrazioni ematiche di muschi policiclici. Un’ alta percentuale della popolazione è ancora esposta a composti di nitromuschi ,sebbene le concentrazioni ematiche dei nitromuschi sono generalmente inferiori a quelli dei muschi policiclici, rispetto alle indagini precedenti svolte nel 1990.

Nonostante questo, i nitromuschi  sono presenti ovunque ,e la loro presenza in alcuni prodotti cosmetici applicati sulla pelle giornalmente, indica l’origine   della presenza  nella concentrazione plasmatica .E’ proprio per questo motivo che adottare un utilizzo consapevole ,ci permette di scegliere la miglior soluzione che non è solo costituita dall’ assenza di profumo ma anche da gli ingredienti che lo costituiscono .

In questo articolo importante di Greenpeace , si parla  di due  gruppi di composti chimici pericolosi, o potenzialmente pericolosi, utilizzati di frequente nei profumi e in altri prodotti per il corpo ,che sono gli esteri ftalici, noti comunemente come ftalati, e i muschi sintetici. 

Dall’ analisi dei profumi, fra il 2003 e il 2004,i risultati dimostrano che gli ftalati e i muschi sintetici sono presenti praticamente in tutte le marche di profumi. Lo ftalato riscontrato più di frequente è il dietilftalato (DEP), trovato in 34 dei 36 profumi analizzati .Date le preoccupazioni legittime che sono insorte riguardo all’ uso continuato di ftalati e composti di muschI sintetici, tuttavia, esiste un bisogno urgente per ulteriori studi al riguardo. Le analisi condotte nello studio del laboratorio TNO, forniscono una prima indicazione del loro uso diffuso, dimostrando la necessità di ulteriori studi.

Vi  descrivo brevemente questi due gruppi di sostanze chimiche:

IL DIETILFTALATO (DEP) E GLI ESTERI FTALICI

Il dietilftalato (DEP) è uno dei molti esteri ftalici in uso comune. Viene utilizzato in particolare in una vasta gamma di cosmetici ed altri prodotti per la cura del corpo, soprattutto come solvente e base per i profumi e come denaturante per l’alcol [utilizzato per rendere l’alcol imbevibile] (SCCNFP 2003). Considerando l’uso diffuso di questi composti nei beni di consumo, l’esposizione agli ftalati può avvenire attraverso una molteplicità di fonti . Dato che il DEP è un ingrediente dei profumi ed di altri prodotti per la cura della persona, sembra che l’inalazione potrebbe costituire una fonte significativa di esposizione , insieme all’ assorbimento attraverso l’epidermide .https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=459483197735734&id=246380602379329.

Nonostante il DEP sia metabolizzato rapidamente dal corpo umano nella forma mono estere (MEP) e non pare accumularsi nei tessuti, è chiaro che quando viene applicato alla pelle, il DEP penetra rapidamente ed entra in circolo nel corpo in seguito ad ogni esposizione. Sono state rilevate concentrazioni di MEP nell’urina umana 30 volte più alte di quelle dei metaboliti di qualsiasi altro estere ftalico .

I MUSCHI SINTETICI

I muschi sintetici invece, sono composti aromatici artificiali che vengono aggiunti a molti prodotti di uso quotidiano, come i detersivi, i deodoranti per ambienti, le creme per le mani, i saponi ed i profumi .Il termine “muschio sintetico” riguarda tre vaste categorie di composti chimici, vale a dire i nitromuschi, i muschi policiclici e i muschi macrociclici .

I muschi sintetici possono accumularsi nei tessuti e i muschi utilizzati nei profumi sono stati riscontrati come contaminanti nel sangue umano e nel latte materno . Vi sono indicazioni crescenti che alcuni nitromuschi e muschi policiclici, inclusi quelli usati comunemente nei profumi, potrebbero interferire (in quanto composti  metaboliti) con i sistemi ormonali nei pesci , negli anfibi  e nei mammiferi .

Questa ricerca conferma la presenza di composti potenzialmente pericolosi nei prodotti cosmetici, eau de toilette e  eau de parfum, i deodoranti per ambienti, i saponi e i detersivi, prendendo in considerazione i potenziali effetti nocivi per il sistema endocrino o effetti sinergici con altri composti chimici tossici.  La quantità delle sostanze  trovate negli articoli, varia ampiamente a seconda del prodotto testato e si osservano molti vuoti nella regolazione del loro impiego.

 Il sistema REACH (Registration,Evaluation and Authorisation of Chemicals),  richiede l’eliminazione graduale e la sostituzione dei composti pericolosi con soluzioni naturali alternative, in particolare di quelli definiti “estremamente problematici” con proprietà di pericolo per l’uomo e l’ambiente. Queste sostanze, infatti, includono i composti persistenti, tossici e bioaccumulanti (PBT), quelli molto persistenti e molto bioaccumulanti (vPvB), i composti che sono cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione (CMR) e quelli che possono interferire sul sistema ormonale (distruttori endocrini). Nonostante non sia ancora certo, che ftalati e muschi sintetici possano essere ufficialmente identificati come “composti estremamente problematici” secondo REACH, le crescenti evidenze sulle proprietà pericolose di questi composti, sottolineano comunque la necessità di una loro considerazione. 

Grazie a tutti voi per la cortese attenzione.

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venerdì 2 settembre 2016

I profumi potranno anche essere fonte di piacere, ma potremmo goderceli di più se fossimo certi che non contengano sostanze che possano accumularsi nell’ambiente e nei nostri corpi.

Lo scopo della presente indagine è stato di quantificare l’uso di due gruppi di composti chimici, gli ftalati e i muschi sintetici, in un campione selezionato a caso di marche di profumi. L’analisi di 36 marche diverse di eau de toilette e eau de parfum  è stata effettuata ad un laboratorio perché ne stabilisse i contenuti di questi due gruppi di sostanze. I risultati hanno confermato che determinati muschi sintetici, in particolare i muschi policiclici galaxolide (HHCB) e tonalide (AHTN), nonché alcuni ftalati, in particolar modo il dietilftalato (DEP), vengono comunemente utilizzati nell’industria dei profumi. Questo suggerisce che l’uso costante di profumi potrebbe costituire un contributo rilevante all’esposizione quotidiana degli individui a queste sostanze, alcune delle quali sono già state classificate come contaminanti del sangue e del latte materno. Vi sono, inoltre, sempre maggiori indicazioni che alcuni composti di muschio avrebbero proprietà dannose per il sistema endocrino. In questo contesto, i risultati ottenuti dimostrano ulteriormente il bisogno di una legislazione che promuova attivamente la sostituzione delle sostanze pericolose con alternative più sicure. Gli sviluppi attuali della nuova legislazione UE relativa alla produzione e all’uso delle sostanze chimiche, nota come REACH (Registration,Evaluation and Authorisation of Chemicals), costituisce un’opportunità per stabilire le disposizioni relative a tale processo di sostituzione, come contributo fondamentale per la protezione dei cittadini dall’esposizione ai composti chimici pericolosi. L’uso diffuso di sostanze chimiche pericolose, unito alla scarsità di informazioni adeguate e alla carenza di controlli governativi, ha portato alla situazione di crisi che ci troviamo oggi ad affrontare in termini di diffusione delle sostanze chimiche. Molte delle nostre azioni quotidiane comportano l’uso ed il rilascio nell’ambiente, spesso inavvertitamente, di una vasta gamma di composti chimici. I rischi presentati da gran parte di queste sostanze non sono mai stati valutati con esattezza. Nello stesso tempo, le legislazioni attuali non hanno garantito il controllo dell’esposizione alle sostanze chimiche, neanche per quelle le cui proprietà dannose sono ormai note, anche laddove esistano già alternative più sicure. Conseguentemente, possiamo riscontrare i segnali di una contaminazione da sostanze chimiche ovunque, dalle regioni più remote ed inaccessibili del globo alla nostra casa. Gli animali selvatici dall’Artico al fondo degli oceani , l’acqua piovana , la polvere nelle nostre case , persino il corpo umano  risultano essere inquinati da sostanze chimiche pericolose. Tali sostanze sono oggi talmente onnipresenti, che i bambini sono esposti ai composti chimici industriali prima ancora di nascere. Le sostanze persistenti che si accumulano nel corpo umano (bioaccumulabili), quelle che possono causare tumori o altri danni alla salute, e persino interferire con le funzioni basilari del sistema ormonale ed il loro ruolo nello sviluppo ,potrebbero avere in futuro  conseguenze sconosciute .Nonostante ciò, mentre la diffusione dei composti chimici nell’ambiente e nel corpo umano viene sempre più documentata, pochi di noi sono consapevoli del fatto che molte di queste sostanze  sono presenti nei nostri prodotti di consumo quotidiani. Le sostanze chimiche che vengono utilizzate come ritardanti di fiamma nei prodotti elettronici come i telefoni cellulari, i computer o i televisori possono contaminare il latte materno . Le sostanze che vengono utilizzate ad esempio nelle stampe  plastificate sui pigiami per bambini  possono interferire con lo sviluppo, il sistema ormonale e il sistema immunitario degli animali. Nell’ambito di un progetto di analisi delle sostanze chimiche pericolose nei beni di consumo, si è voluto commissionare  un laboratorio indipendente  per l’analisi di una vasta gamma di prodotti per verificarne i contenuti in termini di sostanze potenzialmente dannose  , studiando le politiche di vari fabbricanti di prodotti, per valutare l’utilizzo e le misure per eliminare le sostanze potenzialmente pericolose dai loro prodotti. La buona notizia è che un numero sempre crescente di aziende sta attuando azioni positive per sostituire queste sostanze in vari beni di consumo, dalle scarpe da ginnastica, ai giocattoli, dai telefoni cellulari ai prodotti tessili e cosmetici. La cattiva notizia, d’altro canto, è che molte altre aziende continuano ad ignorare le crescenti preoccupazioni per la salute e l’ambiente presentate dalle sostanze chimiche che vengono aggiunte ai loro prodotti. I deputati del Parlamento europeo ed i ministri dei governi dell’UE stanno attualmente discutendo una legislazione che abbia il potenziale di proteggere i cittadini dell’Unione europea dall’esposizione alle sostanze chimiche dannose. Perché tale legislazione, nota come REACH(Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals), possa risultare effettivamente efficace, i legislatori dovranno assicurarsi che tutte le aziende siano obbligate a sostituire le sostanze chimiche pericolose con alternative più sicure laddove possibile. Una preoccupazione per la salute dell’uomo e dell’ambiente è data da due gruppi di composti chimici pericolosi, o potenzialmente pericolosi, utilizzati di frequente nei profumi e in altri prodotti per il corpo , noti comunemente come ftalati, e i muschi sintetici. Come conseguenza dell’uso massiccio di queste sostanze nei prodotti, si possono ora trovare diffusamente sia nell’ambiente naturale che in quello urbano. La presenza ovunque nell’ambiente e nei prodotti di consumo di muschi sintetici e ftalati, molti dei quali hanno dei tempi di decomposizione molto lunghi, risulta in esposizioni continue con conseguenze sconosciute nel lungo termine. Nello stesso tempo, i prodotti per la cura del corpo che applichiamo sulla nostra pelle, inclusi i profumi, costituiscono un veicolo diretto di esposizione ripetuta a dosi relativamente concentrate, che potrebbe contribuire in maniera sostanziale alla nostra esposizione totale a queste sostanze. Anche se ad oggi i dati sono ancora limitati, esistono evidenze che suggeriscono che gli ftalati e i muschi sintetici comunemente usati potrebbero presentare una varietà di rischi per la salute e per l’ambiente. Nuove prove emergono in continuazione: ulteriori dettagli relativi alle proprietà e ai rischi posti da queste sostanze chimiche sono forniti nelle caselle di testo qui sotto.
Il dietilftalato (DEP) e altri esteri ftalici
Il dietilftalato (DEP) è uno dei molti esteri ftalici in uso comune. Viene utilizzato in particolare in una vasta gamma di cosmetici ed altri prodotti per la cura del corpo, soprattutto come solvente e base per i profumi e come denaturante per l’alcol [utilizzato per rendere l’alcol imbevibile] (SCCNFP 2003). Anche se si ritiene che il DEP abbia una tossicità bassa, e non sembra mostrare lo stesso livello di tossicità per il sistema riproduttivo di altri ftalati (in particolare il DEHP), stanno emergendo nuove evidenze che causano preoccupazioni rilevanti riguardo alla sua sicurezza. Considerando l’uso diffuso di questi composti nei beni di consumo, l’esposizione agli ftalati può avvenire attraverso una molteplicità di fonti . Dato che il DEP è un ingrediente dei profumi ed di altri prodotti per la cura della persona, sembra che l’inalazione potrebbe costituire una fonte significativa di esposizione , insieme all’assorbimento attraverso l’epidermide. Nonostante il DEP sia metabolizzato rapidamente dal corpo umano nella forma monoestere (MEP) e non pare accumularsi nei tessuti, è chiaro che quando viene applicato alla pelle, il DEP penetra rapidamente ed entra in circolo nel corpo in seguito ad ogni esposizione. Sono state rilevate concentrazioni di MEP nell’urina umana 30 volte più alte di quelle dei metaboliti di qualsiasi altro estere ftalico. Hanno recentemente dimostrato che, mentre i livelli di altri metaboliti degli ftalati espulsi con l’urina sono generalmente più elevati nei bambini che negli adulti, i livelli di MEP sono generalmente raddoppiati negli adulti rispetto ai bambini, con i livelli più elevati in assoluto riscontrati nelle donne, possibilmente come risultato delle differenze nell’uso di prodotti per il corpo come prodotti per i capelli, cosmetici e profumi. Gli effetti a lungo termine di questa esposizione ripetuta diretta al DEP non sono ben noti. Tuttavia, indicazioni emerse di recente mostrano che i cambiamenti nel DNA delle cellule dello sperma sono più frequenti negli individui nella cui urina sono stati anche riscontrati livelli elevati di MEP ; studi ulteriori sono necessari per determinare se questo sia dovuto ad un fattore di causa ed effetto. Più di recente, alcune ricerche hanno identificato una possibile connessione fra l’esposizione a due metaboliti degli ftalati, vale a dire MEP e MBP (mono-butilftalato), riscontrati nei campioni di urine, e una ridotta funzionalità polmonare negli uomini adulti .Vari altri ftalati rilevati nei campioni di profumo, anche se a livelli molto inferiori del DEP, destano anch’essi preoccupazioni in termini di tossicità. Particolarmente rilevanti sono il di-butilftalato (DBP) e lo ftalato di bis(2-etilesile) (DEHP), entrambi classificati come tossici per il sistema riproduttivo dall’Unione europea (Categoria 2)(EU 2003).
I muschi sintetici
I muschi sintetici sono composti aromatici artificiali che vengono utilizzati in luogo dei più costosi muschi naturali. I muschi sintetici vengono aggiunti a molti prodotti di uso quotidiano ,come i detersivi, i deodoranti per ambienti, le creme per le mani, i saponi ed i profumi.Muschi sintetici nell’acqua piovana sono stati raccolti, suggerendo una persistenza nel lungo termine di questo , e potrebbero aggravare gli effetti dell’esposizione .Il termine “muschio sintetico” riguarda tre vaste categorie di composti chimici, vale a dire i nitromuschi, i muschi policiclici e i muschi macrociclici. A causa di preoccupazioni relative al loro livello di tossicità, la produzione dei nitromuschi è in declino in Europa già da qualche anno. Solo due nitromuschi rimangono prodotti in quantità significative oggi: il muschio xilene (MX) e il muschio chetone (MK). Questi, insieme ai due muschi policiclici, il galaxolide (HHCB) e il tonalide (AHTN),compongono il 95% del mercato europeo dei muschi sintetici.I muschi sintetici sono composti chimici che persistono nell’ambiente e, a causa di ciò e del loro uso diffuso nei prodotti, sono distribuiti in grandi quantità nell’ambiente, soprattutto nei sistemi acquatici e marini , ma anche nell’atmosfera  e all’interno degli edifici . Uno studio commissionato in Olanda sulle sostanze chimiche contenute nell’acqua piovana nei Paesi Bassi ha rilevato composti di muschio sintetico praticamente in tutti i campioni analizzati: mentre la distribuzione di galaxolide è stata riscontrata essere abbastanza uniforme, una chiara punta nei livelli di tonalide è stata rilevata al centro del paese, in corrispondenza dell’area in cui è situata un’industria chimica che produce composti di muschio sintetico. E’ importante notare che il nitromuschio ambretta (MA), la cui produzione è proibita nell’Unione europea dal 1995, è stato rilevato nel 34% dei siti in cui i campioni di acqua sono stata analizzati.I muschi sintetici possono accumularsi nei tessuti e i muschi utilizzati nei profumi sono stati riscontrati come contaminanti nel sangue umano e nel latte materno . Vi sono indicazioni crescenti che alcuni nitromuschi e muschi policiclici, inclusi quelli usati comunemente nei profumi, potrebbero interferire (in quanto composti progenitori o metaboliti) con i sistemi ormonali nei pesci , negli anfibi  e nei mammiferi .Anche se l’attività estrogena dimostrata dal galaxolide e dal tonalide nei mammiferi è relativamente debole, effetti antiestrogeni sono stati osservati per gli stessi composti a concentrazioni più di 100 volte inferiori .Correlazioni statistiche sono state notate fra i livelli di muschio xilene e muschio chetone nel sangue ed alcune affezioni ginecologiche nelle donne .I profumi potranno anche essere fonte di piacere, ma potremmo goderceli di più se fossimo certi che non contengano sostanze che possano accumularsi nell’ambiente e nei nostri corpi, e che potrebbero anche essere suscettibili di causare danni alla nostra salute. I consumatori che vogliono evitare tali sostanze hanno un compito arduo, dato che di rado i produttori riportano i contenuti di ftalati e muschi sintetici nelle etichette.

Dall’analisi dei profumi, fra il 2003 e il 2004,i risultati dimostrano che gli ftalati e i muschi sintetici sono presenti praticamente in tutte le marche di profumi sottoposte ad analisi. Tutti tranne uno dei campioni contenevano livelli misurabili di ftalati, in quantità estremamente variabili da una marca all’altra. Solo uno dei campioni non conteneva ftalati in quantità rilevabili. Molti altri contenevano livelli di ftalati totali ridotti, meno di 10 mg/kg (0.001%). D’altra parte, il campione con il contenuto più elevato di ftalati ne conteneva più di 22 000 mg/kg (2,2% del peso totale del campione). Lo ftalato riscontrato più di frequente è il dietilftalato (DEP), trovato in 34 dei 36 profumi analizzati in quantità estremamente variabili, e solo il profumo Gloria Vanderbilt’s  Vanderbilt and Bogner’s High Speed non ne conteneva livelli rilevabili. I livelli più elevati di DEP sono stati rilevati in Eternity for Women di Calvin Klein (22 299 mg/kg, o 2,2% del peso totale), Melvita’s Iris Blue (11 189 mg/kg, o 1,1%) e Jean-Paul Gaultier’s Le Mâle (9 884 mg/kg, o poco inferiore a 1%).I profumi analizzati contenevano inoltre quantità estremamente variabili di muschi sintetici. I livelli totali di nitromuschi e muschi policiclici erano più ridotti in Puma’s Puma Jamaica Man (0,1 mg/kg),Alqvimia’s Aqua Natural (0,5 mg/kg), Naomi Campbell’s Sunset (1,8 mg/kg) e Christian Dior’s PurePoison (2 mg/kg). I livelli totali più elevati di questi muschi sintetici sono stati riscontrati in Cartier’s Le Baiser Du Dragon (45 048 mg/kg, o 4,5% del peso) e Gaultier’s Le Mâle (64 428 mg/kg, o 6,4%), e sorprendentemente, 94 069 mg/kg (9,4%), in White Musk di Body Shop. I nitromuschi sono stati rilevati in un numero limitato di profumi, e principalmente in quantità ridotte o non rilevabili, con l’eccezione di Chanel No. 5, che conteneva 4 670.4 mg/kg (0,46%) di muschio chetone (MK). I muschi policiclici, in particolare il galaxolide (HHCB) e il tonalide (AHTN), sono stati rilevati in quasi tutti i profumi, ma di nuovo le quantità erano estremamente variabili. I livelli di HHCB variavano da punte di 77 848 mg/kg (7,8% del peso) in White Musk di Body Shop, 44 776 mg/kg (4,5%) in Cartier’s Le Baiser Du Dragon e 37 644 mg/kg (3,8%) in Jean-Paul Gaultier’s Le Mâle a valori di meno di 1 mg/kg in altri prodotti. 5 dei profumi sono stati analizzati per un numero inferiore di muschi sintetici delle altre marche, ed è quindi possibile che contengano livelli totali di muschi sintetici più elevati di quanto riportato. Le ragioni delle grandi differenze nelle concentrazioni rilevate di ftalati (da quantità non rilevabili a 2,2% del peso) e di muschi sintetici (da quantità non rilevabili a 9,4% del peso) non sono ancora note. Mentre l’assenza di livelli riscontrabili di tali sostanze chimiche in alcune marche suggerisce che sia possibile produrre e commercializzare con successo profumi dove non ne viene fatto un uso deliberato, non è possibile stabilire, sulla base dei risultati di questa indagine, quali altri componenti chimici potrebbero essere stati utilizzati per sostituirli. Date le preoccupazioni legittime che sono insorte riguardo all’uso continuato di ftalati e composti di muschio sintetici, tuttavia, esiste un bisogno urgente per ulteriori studi al riguardo. Una possibile spiegazione per l’apparente assenza dei composti di nitromuschio o di muschio policiclico in alcuni profumi potrebbe essere il crescente interesse all’interno dell’industria profumiera nella loro sostituzione con muschi macrociclici. Poche informazioni sono disponibili riguardo alla portata dell’uso di questi ultimi e i loro potenziali effetti dannosi per la salute dell’uomo e per l’ambiente. Le analisi condotte nello studio del laboratorio TNO forniscono una prima indicazione del loro uso diffuso, dimostrando la necessità di ulteriori studi.

I limiti della legislazione attuale
La legislazione attuale dell’Unione europea fornisce una protezione solo parziale dalle sostanze chimiche utilizzate nei cosmetici, inclusi i profumi. La Direttiva UE sui Cosmetici (76/768/CEE) limita l’uso nei prodotti cosmetici di quelle sostanze chimiche classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per il sistema riproduttivo (CMR). In tale limitazione ricade già almeno uno dei nitromuschi, il muschio ambretta. Tuttavia, la Direttiva:
• non impedisce l’uso di sostanze chimiche considerate altrettanto nocive, quali quelle tossiche per il sistema endocrino;
• non affronta il problema dell’esposizione attraverso la diffusione nell’ambiente dei composti
chimici utilizzati nella produzione dei prodotti cosmetici o l’uso e lo smaltimento di questi prodotti;
• non comporta alcuna procedura d’autorizzazione che richieda ai fabbricanti di adottare politiche cautelative o ricercare soluzioni sistematiche per l’eliminazione e la sostituzione dei composti chimici ritenuti dannosi. Solo un approccio cautelativo attivo e generalizzato alla legislazione in materia di sostanze chimiche potrà rimediare a tali falle nel regolamento e portare l’industria a promuovere l’innovazione verso l’uso di sostitutivi più sicuri e l’eliminazione graduale delle sostanze chimiche che destano preoccupazioni in termini di tossicità.
Accettare i rischi o cautelarsi?
Il presente studio conferma l’uso diffuso degli ftalati e dei composti di muschio sintetico nei profumi, e quindi come questi ingredienti potenzialmente nocivi costituiscano in alcuni casi una frazione significativa del peso totale del prodotto stesso. E’ sempre difficile, se non impossibile, quantificare i rischi esatti che una determinata sostanza chimica può presentare per la salute dell’uomo, e anche se gli studi possono impiegare anni per essere completati, le valutazioni che ne risultano sono spesso altamente soggettive o anche inconcludenti. Gli assunti presi e i giudizi dati nel raggiungere le conclusioni relative ai rischi per l’ambiente o per la salute dell’uomo sono raramente comunicati al di fuori dei documenti tecnici, nonostante tali aspetti siano importanti per comprendere le conclusioni raggiunte e il grado di incertezza che comportano. Inoltre, la valutazione dei rischi spesso parte dal presupposto che un determinato livello di esposizione ad una sostanza chimica, anche laddove tale sostanza dimostri proprietà intrinsecamente nocive, è in fondo “accettabile” e gestibile. Considerando le complessità aggiuntive che risultano dal fatto che non siamo solo esposti a sostanze chimiche individuali, ma a miscele di sostanze, e che generalmente siamo esposti a varie fonti per ciascun composto chimico nella nostra vita quotidiana, è evidente che i metodi ristretti tradizionali di valutazione dei rischi sono poco adatti a fornire una protezione adeguata. E’ urgente quindi un approccio maggiormente cautelativo alla valutazione e al controllo delle sostanze chimiche. Le recenti opinioni adottate dal Comitato scientifico sui prodotti cosmetici e non-alimentari dell’UE, SCCNFP (più tardi riorganizzato nel Comitato scientifico per i prodotti di consumo nel 2004), relativamente al galaxolide (HHCB) e al tonalide (AHTN) (SCCNFP 2002 a, b), illustrano l’influenza degli assunti di base quando si determinano il livelli di “rischio accettabile”. Il Comitato suggerisce che l’HHCB può essere utilizzato come aroma nei cosmetici senza limitazioni, ed il contenuto di AHTN può raggiungere fino ad un massimo del 12% del composto aromatico (contro il 12% del prodotto finale), basando queste raccomandazioni su dei “margini di sicurezza” stimati. Il calcolo dei margini di sicurezza in questione dipende in gran parte dalla scelta di valori rappresentativi per l’esposizione, l’assorbimento cutaneo e la tossicità. In questo caso, per determinare il margine di sicurezza per l’HHCB, il Comitato ha stabilito un grado di assorbimento cutaneo dello 0,1% della dose applicata e una concentrazione tipica della sostanza chimica in un profumo (eau de toilette) del 2,4%. Una stima molto più elevata della dose assorbita (5,1%) è stata rifiutata sulla base del fatto che lo studio dalla quale era stata derivata non seguiva le “linee guida” del Comitato e che applicava la dose in etanolo puro, considerato non rappresentativo dei prodotti commerciali. Ma dato che i veri profumi (incluse le eaux de parfum) possono contenere livelli di etanolo che raggiungono fino al 75% del loro peso (Bearling 1999), questo studio potrebbe avere una rilevanza maggiore. Inoltre, i risultati delle analisi svolte dal laboratorio TNO dimostrano che anche nelle formulazioni comparativamente più leggere di eaux de toilette e eaux de parfum, i livelli di HHCB possono eccedere l’assunto di base del Comitato di una concentrazione del 2,4% (in 5 dei 36 prodotti analizzati dal TNO). Se consideriamo queste stime relativamente più “pessimiste” in termini di assorbimento e concentrazione, i margini di sicurezza potrebbero essere stati ridotti di  fattore di almeno 100.Per quanto riguarda l’AHTN, in modo simile il Comitato ha preso come base un valore tipico di concentrazione per prodotto dello 0,96% e di nuovo ha rifiutato di considerare un valore più elevato di dose assorbita nei suoi calcoli per stabilire un margine di sicurezza. I risultati dell’analisi effettuata da TNO dimostrano come tali valori possano essere superati in 2 dei 36 campioni analizzati. Inoltre, il Comitato stesso ha dichiarato che le sue opinioni in merito a queste sostanze chimiche non considerano l’eventuale esposizione del consumatore attraverso una varietà di altre fonti (SCCNFP 2002 a, b). I cosmetici non sono l’unica fonte di esposizione ai muschi sintetici per l’uomo: altre possibili fonti includono i deodoranti per ambienti, i saponi e i detersivi. Inoltre, non è chiaro dalle considerazioni del Comitato come siano stati esattamente derivati i livelli di “nessun effetto avverso rilevato” di 50 mg/kg e 5 mg/kg per l’HHCB e l’AHTN, rispettivamente, o se tali valori comprendano una considerazione dei potenziali effetti nocivi per il sistema endocrino o effetti sinergici con altri composti chimici tossici. Ad ogni modo, è certo che le nuove scoperte riguardo agli effetti sull’ambiente e sulla salute dell’uomo di queste sostanze chimiche emerse dal 2002 non possono essere stati presi in considerazione, anche se rilevanti per il calcolo dei margini di sicurezza.
Conclusione – La strada verso il futuro
Questa ricerca conferma la presenza di composti potenzialmente pericolosi nei prodotti eaux de toilette and eaux de parfum. La quantità delle sostanze  trovate negli articoli varia ampiamente a seconda del prodotto testato e si osservano molti vuoti nella regolazione del loro impiego. Il sistema REACH, la riforma proposta della chimica in Europa, ha tutto il potenziale per attuare un processo autorizzativo, che richiederebbe l’eliminazione graduale e la sostituzione dei composti pericolosi, in particolare di quelli definiti “estremamente problematici” con proprietà di pericolo per l’uomo e l’ambiente. Queste sostanze, infatti, includono i composti persistenti, tossici e bioaccumulanti (PBT), quelli molto persistenti e molto bioaccumulanti (vPvB), i composti che sono cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione (CMR) e quelli che possono interferire sul sistema ormonale (distruttori endocrini). Nonostante non sia ancora certo che ftalati e muschi sintetici possano essere ufficialmente identificati come “composti estremamente problematici” secondo REACH, le crescenti evidenze sulle proprietà pericolose di questi composti sottolineano comunque la necessità di una loro considerazione.Il REACH, pubblicato dalla Commissione europea nell’ottobre 2003, ha sofferto di un’intensa pressione politica da parte dell’industria. L’attuale bozza, infatti, contiene un escamotage che potrebbe permettere di autorizzare l’uso continuato delle sostanze altamente pericolose nonostante siano disponibili alternative più sicure.  REACH ci potrà realmente proteggere dall’esposizione alle sostanze pericolose solo laddove un’autorizzazione all’uso dei composti estremamente problematici sarà concessa in caso di assenza di alternative più sicure e se l’impiego risulta essere essenziale per la società. Questo è il principio di sostituzione. Alcune aziende stanno rispondendo ad una aumentata consapevolezza dei consumatori sulla presenza di composti sintetici nei beni di consumo, attraverso l’implementazione di politiche di sostituzione e di eliminazione graduale di alcuni composti pericolosi. Queste società dimostrano che un approccio innovativo, verso una nuova generazione di prodotti più sicuri, può essere ugualmente competitivo e condurre ad un successo a livello commerciale. Le aziende dei profumi dovrebbero seguire questi esempi. In ogni caso, è certo che i soli impegni volontari non sono sufficienti per promuovere soluzioni innovative e più ecologiche. Il sistema REACH dovrà quindi fornire una struttura legale vincolante per implementare una politica chimica basata sulla precauzione e che possa promuovere l’innovazione del settore. L’opportunità di emendare il testo della riforma ora è nelle mani dei rappresentanti eletti al Parlamento europeo e dei Ministri di governo, che potranno rafforzare il sistema REACH garantendo solo in questo modo la protezione dell’uomo dai composti pericolosi presenti nella nostra vita quotidiana.
Grazie a tutti voi