mercoledì 28 ottobre 2015

L'olio di neem, il cui nome popolare, anticamente, fu dato in India in onore delladea Neemari, è un olio vegetale ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi diAzadirachta Indica, appartenente allafamiglia delle Meliacee; e conosciuto ormai in tutto il mondo per le sue straordinarie proprietà e le sue molteplici applicazioni. Nei semi vi è la maggiore varietà e concentrazione di sostanze con effetti medicamentosi, anche se sono presenti nelle altre parti dell'albero (foglie, corteccia, legno, radici, polpa dei frutti, fiori). Si tratta di una pianta appartenente allatradizione ayurvedica, impiegata da millenni per la sua attività antibiotica, antibatterica,antinfiammatoria e antiparassitaria. In India, anche i passeri lo sanno, e non è un modo di dire! Infatti, aggiungono rametti e foglie di neem ai loro nidi, e le analisi mostrano l'assenza di molti parassiti usualmente presenti nei nidi di questi uccelli. L'olio di neem per la sua applicazione sulla pelle risulta molto potente e concentrato epuò essere aggiunto nella quantità di poche gocce in creme naturali di base o in oli vegetali più delicati, come l'olio di mandorle dolci o l'olio di jojoba. L'olio di neem comunemente in vendita non è adatto ad un uso interno, non può dunque essere ingerito, ma può essere utilizzato perapplicazioni esterne o cosmetiche, sia su noi stessi che sugli animali o sulle piante.    Come l'olio di neem, esistono altri prodotti per la cosmesi naturale: scopri quali sono   Proprietà e benefici dell'olio di neem L'olio di neem, abbiamo visto, è caratterizzato da proprietà antivirali, antibatteriche, antiparassitarie, antisettiche e antifungine, che rendono il suo utilizzo adatto non soltanto per la cura della nostra salute e della bellezza, ma anche per la salvaguardia di piante ed animali dagli attacchi da parte dei parassiti.  L'olio di neem, infatti, contiene principi attivi in grado di contrastare virus, batteri, funghi, oltre a svolgere un'azione idratante,rigenerante e ristrutturante per i tessuti e quindi è efficace, ad esempio, sulle più comuni affezioni dermatologiche. Può essere presente all'interno di preparazioni erboristiche e di cosmetici naturali come dentifrici, saponi, creme per la pelle e prodotti per la cute. L'odore dell'olio di neem puro può essere piuttosto pungente e risultare poco gradito e nei casi in cui sia strettamente necessario tale problema può essere risolto addizionandolo con degli oli essenziali che, oltre a profumare, presentano proprietà adatte al disturbo che si desidera curare o prevenire. Azione eudermica: il suo contenuto divitamina E e di acidi grassi essenziali lo rendono adatto alla preparazione di creme per il viso e per il corpo dal potereantiossidante e antietà.Azione antinfiammatoria: dovuta alla presenza di agenti inibitori delle prostaglandine, l'olio di neem risolve molte affezioni gengivali e per la piorrea. Grazie a limonoidi e catechine, potenti inibitori dei mediatori dell'infiammazione acuta, il neem trova impiego nel trattamento dei dolori da strappi muscolari, artriti, reumatismi.  Azione cicatrizzante: viene comunemente usato per la psoriasi e glieczemi, in quanto idrata e protegge la pelle da un lato; mentre dall'altrosfiamma e cicatrizza l'irritazione, la desquamazione, e le lesioni che questi disturbi provocano. Per questa ragione è impiegato in caso di ustioni estese, ferite infette e per stimolare la cicatrizzazione e la ricostruzione dei tessuti.Azione antibatterica e antivirale: fra i ceppi batterici contrastati dall'olio di neem vi sono la salmonella tifi e lostafilococco aureo. In particolare, quest'ultimo è responsabile delle tipiche manifestazioni dell'acne, caratterizzate daascessi e comedoni dolenti. Lo stafilococco aureo inoltre contamina molti cibi e dà infezioni secondarie quali peritoniti, cistiti, meningiti. Molti suoi ceppi sono resistenti alla penicillina e altri antibiotici specializzati. Anticamente, rametti di neem venivano masticati (come facciamo noi oggi con la gomma da masticare) ogni giorno da milioni di indiani: oggi è usato in paste dentifricieche contrastano la formazione dellaplacca e sbiancano notevolmente i denti, o anche sotto forma di tintura madre dalle proprietà antisettiche. Il neem ha dato i migliori risultati contro l'Herpes Virus (labiale e corporeo).Azione antifungina: efficace contro 14 tipi di funghi, l'olio di neem, tra gli altri, inibisce il Trichosporon (infezioni al tratto gastro-intestinale) e il Geotrichum(infezioni ai bronchi, polmoni e membrane del muco). Si è constatata la maggior efficacia e sicurezza (nessun effetto collaterale) di impiego controCandida Albicans, infezioni causate daTrichophyton (a capelli, pelle/unghie, piede d'atleta), Tigna (causato da Epidermophyton).Azione insettifuga: l'olio di neem rappresenta uno dei rimedi naturali contro le punture d'insetti soprattutto per contrastare le zanzare, in special modo durante il periodo estivo. Contro iparassiti del cuoio capelluto (come i pidocchi) e gli acari della scabbia. Anche per gli animali è un efficace anti-pulci e un antiparassitario del tutto ecologico per le piante, tanto da essere utilizzato nella nella lotta biologica contro moltissimi parassiti in agricoltura, perché è unpesticida naturale.   L'olio di neem tra i rimedi contro le pulci del cane: scopri gli altri   Descrizione pianta L'Azadirachta Indica cresce nelle zone tropicali e sub-tropicali di Asia, Africa, America (Centro e Sud), Medio Oriente, Australia e Oceania. una "sempre verde" che può crescere fino a 25 metri, vivere fino a 300 anni, e produce piccoli frutti giallastri contenenti uno o più semi in un nocciolo duro, da cui viene estratto l'olio di neem.

giovedì 15 ottobre 2015

http://viverepiusani.com/tiroide-quando-il-pericolo-si-trova-in-casa/

No ai Parabens

Parabens: i nomi commerciali sono benzyl, butyl, ethyl, isopropyl, methyl, propyl (alkyl-p-hydroxybenzoates) in qualità di conservanti nei cosmetici e prodotti per la cura personale che impediscono batteri, funghi e microbi , neuro -e immuinotoxins , irritanti per la pelle . A causa del possibile collegamento con il cancro al seno e di effetti riproduttivi nei maschi.

martedì 13 ottobre 2015

Ngf (fattore di crescita) nella Pelle e Cervello. La tua pelle ti protegge, esamina, filtra e attenua, modulando gli stimoli , sia quelli provenienti dall'esterno sia quelli interni. Pelle e cervello sono definiti due fratelli ectodermici, da cui scaturiscono tutte quelle sensazioni date dal contatto della propria con l'altrui. Esiste quindi una stretta relazione che costituisce un avanzamento nel campo biologico, poiché all'interno delle nostre cellule viene prodotta una molecola chiamata Ngf (Nerve Growth Factor), già indicata negli anni ‘50 da Rita Levi Montalcini, e successivamente l'Egf (Fattore di crescita epidermico). Questo fattore interviene nei processi di guarigione stimolando nuove fibre nervose, piccoli vasi e nuova produzione di collagene da parte dei fibroblasti. L’Ngf svolge contemporaneamente un'azione trofica e differenziativa sia su cellule nervose, sia su cellule collegate funzionalmente al sistema nervoso, come le cellule endocrine e le cellule immunitarie. Sistema nervoso, immunitario ed endocrino formano una branca della medicina chiamata PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia). Tale branca spiega lo stretto collegamento del cervello, in grado di influenzare il sistema endocrino e immunitario e viceversa. Il ruolo fondamentale della molecola Ngf sulle cellule cutanee è avvalorato dall'evidenza che questa molecola è sintetizzata e rilasciata da queste cellule in condizioni basali e va incontro a significative alterazioni se il soggetto o la superficie cutanea sono esposte a sostanze irritanti o allergizzanti. L'Ngf viene rilasciato a seguito di stress, incluso ansia, svolgendo un ruolo fondamentale nella fisiopatologia delle cellule nervose, endocrine, immunitarie, e quindi cutanee.

sabato 3 ottobre 2015

NO al Sodium Laureth Sulfate.

È usato come agente di schiumatura , corrode follicolo pilifero e ostacola la crescita dei capelli , penetra gli occhi , cervello , fegato e vi rimane per un lungo periodo . Degenera membrane cellulari e può cambiare l' informazione genetica ( mutageno ) in cellule e danneggiare il sistema immunitario . Può causare cecità e portare a cataratta , ritarda il processo di guarigione . Migliora la risposta allergica ad altre tossine e allergeni e possono reagire con altri ingredienti tossici per formare nitrosamine cancerogene.
Sodium laureth sulphate (SLES): usato in detergenti , balsami e shampoo . È molto economico. Irrita la pelle e il cuoio capelluto e crea prurito , può causare la perdita dei capelli .

venerdì 2 ottobre 2015

Passione ,Lavoro ed Informazione nel Costituendo del Comitato MCS Puglia di Fondazione ReMedia

Buongiorno Benessere :-)

RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA CONSAPEVOLE

La respirazione addominale o diaframmatica è il modo spontaneo in cui dovremmo respirare durante la giornata, ma a causa di tensioni e abitudini posturali scorrette la maggior parte di noi ha perso la capacità di respirare secondo natura. Imparando nuovamente a respirare, usando l’addome e il diaframma, potremmo ottenere un profondo benessere fisico e mentale. Portare la consapevolezza nei confronti dell’aria che entra ed esce dal nostro corpo è un intento fondamentale in quanto non solo aiuta a ossigenare l’intero organismo, ma anche a liberarci dal rumore dei pensieri e dalla pigrizia mentale.  Preoccupazione e ansia hanno molti effetti sul corpo e sulla mente. La conseguenza più evidente è in genere il blocco della respirazione nella parte alta del torace. Il risultato si traduce nel classico respiro corto, dal ritmo veloce e ampiezza limitata. In questo modo non solo non è possibile ossigenare a fondo i tessuti e liberarsi dalle tossine, ma si ottiene anche un effetto psicologico che amplifica lo stato di ansia. Non sempre è possibile agire sulla situazione esterna, possiamo invece provare a lavorare sul nostro respiro. Bastano due-tre minuti per rallentarne il ritmo, renderlo profondo e molto rilassante.  La respirazione diaframmatica è il modo più semplice per rilassare le tensioni del corpo e della mente e può essere utilizzata per ridurre l’attivazione emotiva in situazioni di stress. Il collegamento tra respirazione e stati emotivi e mentali è molto stretto: quanto più siamo tesi tanto più il respiro diventa rapido e corto e iniziamo a respirare solo con la parte superiore dei polmoni. Questo tipo di respirazione riduce l’apporto di ossigeno al cervello e ai muscoli e stimola il sistema nervoso simpatico, che è associato all’anticipazione del pericolo, mentre i pensieri corrono veloci senza darci la possibilità di concentrare la nostra attenzione.  Una respirazione rapida e superficiale può indurre sintomi di panico, palpitazioni, vertigini e aumento della frequenza cardiaca. La respirazione è controllata dal sistema nervoso autonomo, ma è anche influenzata dal sistema nervoso volontario, quindi respirando in maniera lenta, profonda e ritmica possiamo indurre in noi uno stato di rilassamento.  La respirazione addominale si sviluppa quando l’azione del diaframma fa aumentare o diminuire la dimensione della cavità addominale, mentre la respirazione toracica e quella clavicolare sono prodotte dall’espansione e dalla contrazione della gabbia toracica. L’aumento del movimento verticale del diaframma apre più uniformemente gli alveoli polmonari, e grazie a questa uniforme espansione una maggiore superficie della membrana alveolare diviene disponibile per gli scambi gassosi: più ampia è la superficie disponibile, più efficiente è lo scambio gassoso.  Il diaframma, quando funziona correttamente, stimola il tipo di respirazione più efficace in cui è impiegato il minimo sforzo per ottenere la stessa quantità di aria. Il movimento ampio del diaframma determina un leggero movimento della parte inferiore del torace, generato dall’espansione dell’addome, che non deve essere forzata dai muscoli della gabbia toracica.  I benefici della respirazione addominale sono molteplici: – migliora la circolazione sanguigna degli organi interni, stimolando la loro attività, poiché la base del cuore e dei polmoni è connessa alla superficie superiore del diaframma, mentre fegato, milza, stomaco e pancreas sono connessi alla sua superficie inferiore, – il corretto movimento del diaframma massaggia gli organi addominali migliorando la funzione digestiva, metabolica ed escretoria, tonifica i muscoli addominali che servono a mantenere una corretta postura, – favorisce il flusso di ritorno del sangue dalla parte inferiore del corpo al cuore, – aiuta a drenare il sistema linfatico sub-diaframmatico, – massaggia e tonifica il nervo vago (sistema nervoso parasimpatico), che collega gli organi addominali, il cuore e i polmoni al sistema nervoso centrale, – nella respirazione diaframmatica o addominale ricordiamo infine che il cuore esercita uno sforzo minore.  La respirazione diaframmatica è semplice da imparare e può essere praticata da seduti o sdraiati. Ecco come applicare questa tecnica.  Scegli un luogo tranquillo. Puoi accomodarti su di un tappeto con le gambe incrociate o metterti su di una sedia con il busto staccato dallo schienale, mantenendo i piedi distanziati e con la pianta in contatto con la terra oppure puoi distenderti sulla schiena. Mantieni il busto eretto, ma non rigido e chiudi gli occhi.  Appoggia una mano sull’addome e l’altra sul petto, in modo da poter seguire il movimento della pancia e del diaframma sotto le tue mani; controlla che la mano sull’addome si muova dolcemente, mentre la mano sul petto deve rimanere ferma. Quando inspiri senti l’addome che si espande e l’ombelico che si solleva, quando espiri senti l’addome e l’ombelico che si abbassano verso la colonna vertebrale, alla fine dell’espirazione il diaframma è completamente rilassato.  Adesso prova a trattenere per qualche istante l’aria sia a polmoni pieni sia a polmoni vuoti. Quando l’inspirazione è completa ti fermi per 2-3 secondi trattenendo il respiro, senza forzare e poi espiri lentamente e completamente, spingendo l’aria fuori. Al termine dell’espirazione l’addome sarà contratto e l’ombelico premuto verso la colonna vertebrale, trattieni il respiro fuori per 2-3 secondi e ripeti l’intero procedimento.  Gli esercizi di respirazione vanno sempre fatti senza forzare, soprattutto se si è all’inizio. Se si dovesse avvertire una sensazione di fastidio, giramento di testa, nausea o debolezza, è bene tornare a una respirazione naturale. Ti basteranno 5-10 minuti di respirazione addominale per eliminare le tensioni e godere di una piacevole sensazione di benessere.

Carmela Gigantiello