giovedì 26 gennaio 2017

Conferenza dal titolo: " La Triade interattiva, Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Elettrosensibilità (EHS), Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Stanchezza Cronica (EM/CFS) - Le malattie ambientali negate". Sabato 11 febbraio alle ore 18 sede ISBEM _ex Convento dei Cappuccini via Reali di Bulgaria a Mesagne (Br).

ReMedia malattie e disabilità ambientali in collaborazione con l'Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo, sono lieti di invitarvi alla Conferenza dal titolo: " La Triade interattiva, Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Elettrosensibilità (EHS), Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Stanchezza Cronica (EM/CFS) - Le malattie ambientali negate".
In una location unica, il monastero del terzo millennio, l'ex Convento dei Cappuccini di Mesagne (Br), sede delI'ISBEM S.C.p.A., grazie al competente contributo del prof. Alessandro Distante e del prof. Giuseppe Genovesi, comprenderemo la stretta relazione esistente tra le patologie ambientali cosiddette "emergenti", la loro insospettabile diffusione e quanto e come un ambiente corrotto e inquinato possa incidere su questa allarmante realtà sociale.
Vi aspettiamo Sabato 11 febbraio 2017 alle ore 18,00
coordinate Google maps: 40.5569143,17.8205891
Per info: referente Isbem 3358441179
              referente ReMedia 3288861653

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lunedì 23 gennaio 2017

Convegno sulla Sensibilità chimica multipla MCS,Elettrosensibilita' EHS,Encefalomielite Mialgica _Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS) .Sabato 11 febbraio 2017 alle ore 18,00 sede ISBEM_ex Convento dei Cappuccini Via Reali di Bulgaria Mesagne (BR)

ReMedia malattie e disabilità ambientali in collaborazione con l'Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo, sono lieti di invitarvi alla Conferenza dal titolo: " La Triade interattiva, Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Elettrosensibilità (EHS), Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Stanchezza Cronica (EM/CFS) - Le malattie ambientali negate".
In una location unica, il monastero del terzo millennio, l'ex Convento dei Cappuccini di Mesagne (Br), sede delI'ISBEM S.C.p.A., grazie al competente contributo del prof. Alessandro Distante e del prof. Giuseppe Genovesi, comprenderemo la stretta relazione esistente tra le patologie ambientali cosiddette "emergenti", la loro insospettabile diffusione e quanto e come un ambiente corrotto e inquinato possa incidere su questa allarmante realtà sociale.
Vi aspettiamo Sabato 11 febbraio 2017 alle ore 18,00
coordinate Google maps: 40.5569143,17.8205891
Per info: referente Isbem 33558441179
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sabato 7 gennaio 2017

A cosa servono i probiotici

I probiotici sono  microrganismi (batteri e lieviti) buoni per la nostra salute. Siamo abituati a pensare sui batteri come qualcosa che provocano malattie, ma il nostro corpo è pieno di batteri che vivono, nel bene e nel male. I probiotici sono spesso chiamati "buoni" o batteri "utili" perché aiutano a mantenere il nostro intestino sano.

I probiotici si trovano naturalmente nel nostro corpo.Esistono in varie quantità di alcuni alimenti e integratori.

A partire dalla metà degli anni 1990,le persone si  sono molto più interessate all'utilizzo dei probiotici e dei loro benefici per la salute. 

Alimenti come crauti, kimchi, yogurt, kefir, zenzero-birra, dosha e molti altri sono esempi di alimenti fermentati che promuovono la salute.Uno tra i migliori è:

Il Bravo yogurt probiotico

A differenza di altri prodotti fermentati e yogurt commerciali, che contengono da due a sei ceppi microbici, Bravo probiotico yogurt contiene 42 ceppi di batteri e lieviti. Il processo di preparazione permette la produzione naturale di diversi potenti molecole bio-attive, come lattoferrine, immunoglobuline, proteine ​​nobili, antiossidanti, vitamine e fattori immunostimolanti di potenti (GcMAF) che possono aiutare il microbioma a ripristinare un intestino sano .

mercoledì 30 novembre 2016

FORMALDEIDE: NUOVA CLASSIFICAZIONE E OBBLIGHI PER LE AZIENDE

La Formaldeide rientra nelle sostanze che sono state oggetto di modifica della relativa classificazione ai sensi del Regolamento (CE) n. 1272/2008 (Regolamento CLP), che definisce i criteri di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e delle miscele, introducendo i nuovi pittogrammi indicanti i pericoli per la salute. La Formaldeide passa da cancerogeno “sospetto” a cancerogeno “presunto o certo”.

La nuova classificazione è quindi la seguente:

Pericolo: Cancerogenicità

Categoria: Categoria 1B

Frase di pericolo: H350 “Può provocare il cancro”.

Definizione: “è cancerogena una sostanza o una miscela di sostanze che causa il cancro o ne aumenta l’incidenza. Le sostanze che hanno causato l’insorgenza di tumori benigni o maligni nel corso di studi sperimentali correttamente eseguiti su animali sono anche considerate cancerogene presunte o sospette per l’uomo, a meno che non sia chiaramente dimostrato che il meccanismo della formazione del tumore non è rilevante per l’uomo”.

Tale attribuzione, inizialmente prevista dal 1 aprile 2015, è stata poi spostata al 1° gennaio 2016: lo spostamento è stato necessario in quanto il periodo transitorio previsto tra la pubblicazione del regolamento 605/2014 che ha sancito il cambio di classificazione e la data prevista per l’entrata in vigore, è stato ritenuto troppo breve rispetto ad altri casi analoghi. La Formaldeide, o i prodotti che la possono rilasciare, sono utilizzati in diversi settori produttivi (laboratori, industria chimica, cosmetica, trasformazione delle materie plastiche, settore sanitario, funerari etc.).

Pertanto, tra le attività con possibile esposizione, vanno comprese:

Tutte le attività che utilizzano materie prime contenenti Formaldeide.Tutte le attività che utilizzano materie prime contenenti donatori di Formaldeide, tra cui ad esempio le lavorazioni meccaniche con utilizzo di fluidi lubrorefrigeranti (FLR), a meno di dichiarazione esplicita (non è sufficiente la Scheda di Sicurezza) circa l’assenza nei FLR di Formaldeide e donatori di Formaldeide.Tutte le attività per le quali è possibile un rilascio di Formaldeide per termodegradazione, tra cui ad esempio trasformazione a caldo di materie plastiche o gomma. Ai fini della valutazione dei rischi ai quali il lavoratore è esposto, è fondamentale che il Datore di Lavoro, congiuntamente al RSPP e al Medico Competente, effettuino l’immediato adeguamento del Documento di Valutazione dei Rischi,con applicazione a quanto previsto dal titolo IX- Capo II del D.Lgs. 81/08, introducendo misure per limitare l’esposizione al solo personale effettivamente necessario, controllando l’esposizione attraverso l’introduzione del registro degli esposti e specifiche misure ambientali e dosimetriche.

Ricapitolando, gli obblighi principali sono:

Aggiornamento e adeguamento del Documento di Valutazione dei Rischi;Aggiornamento del documento di Valutazione del rischio Chimico;Effettuazione della valutazione da esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni;Monitoraggio analitico dei livelli di esposizione;Misure tecniche, organizzative e procedurali di riduzione del rischio: verificare la possibilità di eliminazione della sostanza alla fonte;Sorveglianza Sanitaria e visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro;Tenuta del registro degli esposti, coerentemente a quanto definito dall’articolo 243, comma 8 del D.Lgs. n. 81/2008;Formazione e informazione dei lavoratori relativa al rischio chimico e cancerogeno;Scelta dei DPI idonei e misure protettive particolari per le categorie di lavoratori per i quali l’esposizione a taluni agenti cancerogeni o mutageni presenta rischi particolarmente elevati.

lavoratori esposti ad un agente cancerogeno e/o mutageno, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, sono sottoposti a sorveglianza sanitaria specifica (art. 242) e sono iscritti all’interno di un registro nel quale è riportata, per ciascuno di essi, l’attività svolta, l’agente cancerogeno o mutageno utilizzato e, se noto, il valore dell’esposizione a tale agente.

Il Datore di Lavoro istituisce e aggiorna questo registro, consegnandone una copia all’Inail e all’organo di vigilanza competente per territorio e comunicando loro ogni 3 anni, o a seguito di richiesta, le variazioni intervenute.

La Formaldeide è stata inserita (in quanto cancerogeno di categoria 1B) nell’elenco delle sostanze soggette ad autorizzazione dell’allegato XIV nel 2014, dopo essere stata classificata dall’ECHA come sostanza candidata per l’inclusione nell’allegato XIV il 19 dicembre 2011. Allo stato attuale, la data a partire dalla quale l’immissione sul mercato e l’uso della sostanza sono vietati, salvo sia rilasciata un’autorizzazione che tenga anche conto dell’utilizzo di tale sostanza, è il 22 agosto 2017.

Grazie

Carmela Gigantiello

giovedì 24 novembre 2016

Il Kefir e le sue straordinarie proprietà di Carmela Gigantiello

Il kefir viene consumato da migliaia di anni , gode sempre più di vasta popolarità (io lo amo) in vari blog e siti.

Scoperto e subito apprezzato dall’uomo già migliaia di anni fa, originario del Caucaso, e tutt’oggi molto usato nelle ex repubbliche Russe.

Viene preparato in modo tradizionale utilizzando latte fresco (di pecora, capra o vacca) e i fermenti o granuli di Kefir formati da un polisaccaride chiamato kefiran che ospita colonie di batteri e lieviti, ma può essere preparato anche con altri liquidi con contenuto di zuccheri come il latte di soia o il latte riso  o latte di cocco.

Definito «l’elisir di lunga vita dei pastori armeni», il kefir ha delle importanti proprietà nutrizionali perché ricco di vitamina B1, acido folico e triptofano. 

La presenza di Lactobacillus rhamnosusrende questa bevanda utile al consumo anche ai bambini e ragazzi in fase di sviluppo 

Ristabilisce la flora batterica, regolando naturalmente l’intestino, il kefir, in passato, è stato usato in ospedali e sanatori per la cura della tubercolosi, del cancro, delle allergie e dei disordini gastrointestinali.

La parola Kefir deriva dal turco “keif” che letteralmente si traduce “sentirsi bene”. Il Kefir è una bevanda fermentata contiene ceppi di lieviti e batteri benefici (in relazione simbiotica) che ne conferiscono le proprietà antibiotiche.

Viene prodotto con la fermentazione di granuli (somiglianti a cristalli) gelatinosi di colore giallo o bianco che contengono un mix di batteri e lieviti mischiati a caseina (proteine del latte) ed “ospitati” da un polisaccaride.

Le sue proprietà.

Fonte di  probiotici con  miliardi di fermenti.La varietà di batteri benefici lo rende uno dei più potenti probiotici disponibili. Oltre ai numerosi ceppi, il kefir è ricco in vitamine, minerali ed amino acidi. Contiene tiamina, vitamina B12, calcio,potassio, magnesio, fosforo, acido folico e vitamina K2, potente vitamina quasi introvabile in altri alimenti.

Nel tempo, al kefir sono stati attribuiti poteri guaritori, quasi miracolosi.Il prodotto finito non è come un vero e proprio yogurt, ma ha un sapore più acido, rinfrescante e contiene microrganismi differenti.

Il kefir è una fonte di acido folico per questo il suo consumo è raccomandato alle donne in attesa.

Sono presenti anche aminoacidi liberi come il triptofano che potrebbe spiegare perché a questa bevanda sia stata attribuita la capacità di mediare un’importante azione sul sistema nervoso centrale.

Ilsuo apporto è infatti fondamentale anche per la sintesi della serotonina, un neurotrasmettitore che regola il comportamento sessuale, la sensibilità, il dolore, l’appetito, ma anche il tono dell’umore, la temperatura corporea, il sonno e il vomito.

Il kefir  non provoca fastidi in persone intolleranti al lattosio. Questo succede poiché i lieviti ed i batteri benefici che lo fermentano, consumano la maggior parte del lattosio presente e producono enzimi molto efficienti (lattasi) al fine di eliminare qualsiasi parte di lattosio ancora rimasta una volta terminato il processo di fermentazione.

Senza pastorizzazione o refrigerazione, il latte si inacidisce e si separa spontaneamente. Questo è dovuto al processo di latto-fermentazione durante il quale i batteri che producono acido lattico iniziano a digerire sia il lattosio (zucchero del latte) che la caseina (l’elemento generalmente di più difficile digestione per gli intolleranti).

Quando questi batteri hanno prodotto abbastanza acido lattico si disattivano i batteri putrefattivi, il latte è effettivamente preservato.

L’enzima lattasi prodotto durante il processo di fermentazione permette a molte persone che sono sensibili o intolleranti al latte fresco di tollerare il kefir.

Durante la fermentazione,una porzione di proteine del latte (caseina) viene decomposta, liberando gli amino acidi di cui è formata. Alcune ricerche dimostrano che le proteine dello yogurt sono digerite due volte più velocemente di quelle del latte non fermentato.

La fermentazione del latte lo rende maggiormente assimilabile in una persona con intolleranza al lattosio, poiché una buona parte del lattosio viene trasformata in acido lattico. poi la presenza dell’enzima lattasi nel latte fermentato, contribuisce alla digestione e benessere del tratto digestivo.

Grazie a tutti voi

Carmela Gigantiello